Imposta di soggiorno

Data di pubblicazione:
21 Agosto 2019

entra qui nel Portale dell'imposta di soggiorno del Comune



Obblighi per il gestore della struttura ricettiva e per il locatore (nel caso di locazioni brevi turistiche di unità immobiliari ad uso abitativo): 

  • registrazione sul portale dell’imposta di soggiorno
  • riscossione dell’imposta dall'ospite della struttura
  • versamento dell'imposta al Comune
  • presentazione della dichiarazione dei pernottamenti, entro il 15° giorno del mese successivo

In base ai dati inseriti, il portale propone il calcolo dell'imposta da versare al Comune, che deve coincidere con le somme riscosse dagli ospiti della struttura.



L’imposta è dovuta:

  • per persona
  • per notte (pernottamento)
  • fino ad un massimo di 15 giorni consecutivi 
  • nel periodo dal 1° aprile al 31 ottobre di ogni anno


Il pagamento può essere effettuato con uno dei due seguenti modi:
•   modello F24 , indicando il codice tributo 3936 ed il codice ente G258
•   PagoPA, a questo link diretto

Codici tributo per F24: 

  • 3936  IMPOSTA DI SOGGIORNO
  • 3937  Imposta di Soggiorno – INTERESSI
  • 3938  Imposta di Soggiorno – SANZIONI 

Codice catastale: G258


TARIFFE
(per persona, a notte, fino a 15 gg consecutivi, dal 1° aprile al 31 ottobre)

  • € 2,00 Alberghi 1-2-3 stelle
  • € 2,50 Alberghi 4 stelle
  • € 3,50 Alberghi 5 stelle
  • € 2,00 Agriturismo – Turismo Rurale
  • € 2,00 Campeggi - Residence
  • € 2,00 Residenze turistico-albeghiere,Villaggi vacanze e Villaggi turistici
  • € 2,00 Autocaravan / Caravan/Campeggi di transito/Campeggi 1-2-3-4-5 stelle
  • € 2,50 Marina Resort/Barche da charter porti Comune di Palau/Albergo Nautico Diffuso
  • € 2,00 Case e appartamenti per vacanze, case per ferie, ostelli
  • € 2,00 Affittacamere, residence vacanze
  • € 2,00 Unità abitative diverse, da categoria catastale A/7 (locazioni brevi)
  • € 3,50 Unità abitative categoria catastale A/7 o superiore (locazioni brevi)

 

OPZIONE PER IL CRITERIO FORFETTARIO (RISERVATO ALLE SOLE LOCAZIONI BREVI OCCASIONALI)
Alternativamente, i proprietari privati o gestori di immobili (cioè i non titolari di partita iva che gestiscano non più di 3 unità immobiliari ad uso abitativo), con classificazione catastale inferiore ad A/7, possono optare per pagare l’imposta per ciascuna unità immobiliare in misura forfettaria.

  • l’importo è di € 200,00 annui per ciascuna unità immobiliare a destinazione abitativa (pari a n.100 presenze figurative)
  • per aderire al regime forfettario: si presenta la dichiarazione sul modulo predisposto dal Comune e si effettua il versamento
  • termine per versamento e presentazione dichiarazione: entro il 30 giugno di ogni anno d'imposta.


LOCAZIONI BREVI: ADEMPIMENTI
Il Decreto Sicurezza n.113/2018, convertito nella legge n.132/2018, ha previsto, per le locazioni e per le sublocazioni di durata inferiore ai 30 giorni, l’obbligo di comunicare alla Questura, entro le 24 ore successive all’arrivo, le generalità delle persone alloggiate attraverso il sistema telematico “Alloggiati Web” (art. 109 del Testo Unico sulla Pubblica Sicurezza.

Di seguito, tre adempimenti necessari per gli “affitti brevi”:

  1. comunicazione locazione occasionale (al Comune)
  2. modello Questura di Sassari (alla Questura)
  3. modello IUN (alla Regione Autonoma della Sardegna)

 

CHIARIMENTI PER L’APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA DI SOGGIORNO 

Chi può scegliere di optare per il pagamento forfettario?
I possessori di una o più (non più di 3) seconde case, catastalmente classate in Categoria inferiore ad A/7, che siano oggetto di locazione turistica (ossia, i locatori occasionali e non professionali).

Quali sono gli adempimenti per “l’opzione forfettario”?
L’opzione deve essere esercitata attraverso la presentazione di un’autonoma dichiarazione per ogni singolo immobile, i cui estremi catastali devono essere riportati nella dichiarazione stessa. Il Comune ha messo a disposizione un apposito modello (n. 5 Dichiarazione di adesione al Regime Forfettario 2022).

Come si effettua la rivalsa nell’ipotesi di opzione criterio “forfettario”?
Il gestore/locatore ha l’obbligo di consegnare all’ospite/locatario la ricevuta per il pagamento dell’imposta di soggiorno, anche se addebitata in sede di rivalsa, e di conservarne copia ai fini dell’eventuale controllo.
Nel caso di avvenuta opzione per il regime forfettario, deve esserne fatta annotazione nella ricevuta, la quale può essere anche unica per l’intero corrispettivo della locazione.
Il diritto alla rivalsa è comunque limitato in via assoluta, per coloro che abbiano aderito al regime forfettario, al solo recupero delle somme effettivamente pagate all’ente locale entro il 30 giugno dell’anno di imposta.
Una volta esercitata la rivalsa per l’intera somma effettivamente pagata al Comune, il gestore locatore aderente al regime forfettario non potrà più richiedere all’ospite/locatario dell’immobile alcuna somma a titolo di Imposta di Soggiorno. Sarà tuttavia tenuto a dare atto di tale circostanza nella stessa ricevuta relativa al corrispettivo del canone da rilasciare all’ospite/locatario, ovvero a consegnare all’ospite/locatario apposita dichiarazione in tal senso, conservandone comunque copia da esibire nel caso di controlli da parte del concessionario.

Possono aderire al c.d. “forfettario” gli immobili da locare tramite agenzie immobiliari o altri intermediari diversi dai portali telematici?
Si, a condizione che il rapporto tra il possessore dell’immobile e l’agenzia/intermediario rimanga qualificabile come “mandato con rappresentanza”, ossia come semplice “intermediazione”, e che conseguentemente il privato possessore dell’immobile possa essere ancora qualificato come “gestore” dello stesso. Nel caso contrario non può essere concessa.

Qual è la differenza tra agenti contabili e responsabili di imposta?
Occorre precisare che la previsione, a titolo sperimentale, di un meccanismo di determinazione dell’imposta sulla base di un numero di presenze “figurativo” non vale comunque a determinare alcuna traslazione della soggettività passiva, la quale rimane riservata in via assoluta all’ospite della struttura ricettiva ed al locatario, assumendo invece il solo locatore la funzione di “responsabile di imposta”, obbligato come tale a versare, in ogni caso, a favore del Comune l’imposta dovuta dal locatario.
Discorso a parte deve essere fatto per i gestori delle strutture ricettive vere e proprie (gli alberghi in primis), ai quali l’assunzione delle veste di “agenti contabili”, sottoposti come tali al costante controllo e monitoraggio anche da parte della Corte dei Conti, pur non prevedendo la responsabilità solidale nel caso di mancato pagamento del tributo, impone l’onere di dimostrare di avere posto in essere ogni sforzo, applicando la massima diligenza, al fine di ottenere dagli ospiti delle proprie strutture ricettive il regolare pagamento dell’Imposta di Soggiorno, che dovranno poi occuparsi di riversare nelle casse comunali, unitamente all’effettuazione di tutti gli altri adempimenti di carattere dichiarativo, comunicativo ed informativo.

Come si procede nel caso di multiproprietà?
Nell’ ipotesi di locazione turistica a terzi del proprio periodo di godimento turnario, il privato titolare del diritto, ovvero altro privato che ne abbia la gestione, sono tenuti – quali responsabili di imposta – agli ordinari adempimenti ai fini dell’imposta di soggiorno, ossia alla riscossione dell’imposta presso i locatari, al versamento al Comune, ed alla presentazione delle dichiarazioni.
L’imposta dovrà essere versata anche se non riscossa. E’ ammessa per tali soggetti l’adesione al criterio forfettario, qualora ritenuto conveniente.
La società di gestione della multiproprietà, in relazione ai periodi di godimento turnario ancora in suo possesso, dei quali disponga per locazioni turistiche a terzi, è soggetta ai normali obblighi dichiarativi e di versamento dell’imposta di soggiorno propri degli operatori economici abituali, senza possibilità di adesione al criterio forfettario, non trattandosi di “privato”.

L’imposta di soggiorno deve essere corrisposta anche da parenti/amici?
Il tributo non è dovuto nel caso in cui il privato proprietario dell’immobile conceda l’immobile in comodato gratuito a parenti, ed affini di cui:
1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.
Nel caso in cui il privato proprietario dell’immobile conceda ospitalità a titolo gratuito ad amici, o a parenti, l’imposta di soggiorno non è dovuta, a condizione che sussista la “contemporanea presenza” nell’immobile del proprietario medesimo o di coloro che facciano parte del suo nucleo familiare anagrafico.

info:
+39 0789.770849
impostadisoggiorno@palau.it

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Ultimo aggiornamento

Martedi 20 Settembre 2022